Giovani frati in cammino

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Frati in preghiera

Rapisca, ti prego, o Signore,l'ardente e dolce forza del tuo amore la mente mia da tutte le cose che sono sotto il cielo, perché io muoia per amore dell'amor tuo, come tu ti sei degnato morire per amore dell'amor mio.

Santa Maria Madre di Dio prega per noi

Ave, Signora, santa regina, santa Madre di Dio, Maria,che sei vergine fatta Chiesa.

Giovani frati itineranti

Una gita a Perugia

sabato 7 aprile 2012

PASQUA di
RESURREZIONE


Il Signore è
veramente risorto!

Questo è l’annuncio sorprendente
del primo giorno della nuova settimana di Dio

C’è solo da stare contenti di fronte a questa nuova ripartenza della storia, dell’umanità, una umanità che si era perduta.
Di fronte a tanto male che alberga ancora nel cuore del mondo, dai nomi più svariati – come guerra, odio violenza, cataclismi, dolore, malattia, morte… - “oggi” viene pronunciata una parola definitiva, di speranza, di luce: il bene di Dio, il suo amore per ogni creatura vincerà, anzi sta già per vincere!
Basta attendere ancora un po’... quando l’alba della Pasqua di Cristo fra non molto sarà giorno pieno, meriggio di splendore! 

Rallegriamoci
e facciamo finalmente festa nel Signore!


Buona Pasqua!




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Sabato Santo


Dov’è Dio?
È la muta domanda del sabato santo

Dov’è quel Dio che avevamo conosciuto attraverso il suo unico Figlio e che nell’ora più drammatica della sua vita lo ha abbandonato appeso ad una croce?
Oggi l’umanità è disorientata, avvolta nel silenzio e nel dolore di una separazione definitiva.

Giorno vuoto è il sabato, giorno del non detto, dell’assenza, dell’attesa. Giorno in cui Cristo scende nelle dimore profonde dell’uomo, nei sotterranei non evangelizzati, nelle zone di incredulità, nei luoghi dove Dio rimane clandestino, perché “tanto in questo me la vedo io”.

Eppure Dio non è lontano,
non ha dimenticato la sua creatura più bella..
..ci ha a cuore!

Non ha paura di entrare nelle nostre regioni di morte portando speranza, luce e vita. Dio rende fecondo ogni terreno più arido e lo fa germogliare come un giardino a primavera.

Oggi è il giorno della crescita
silenziosa..
nascosta..
invisibile..
del chicco di grano
che si fa spazio tra le pieghe della terra
per giungere alla luce del sole


Oggi è il giorno del silenzio e non delle parole, dell’attesa e non della fretta, della custodia e non della dispersione, della preghiera che porta con sé la certezza che l’ultima parola di Dio è la vita.

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venerdì 6 aprile 2012

VENERDÌ SANTO


Neanche il venerdì santo può sussistere senza essere illuminato da una promessa tale da giustificare la morte. A questo momento di tensione aperta, Gesù prepara i suoi:  
“se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto” (Gv 12, 24)

Anche la morte sperimentata ogni giorno
deve contenere un germe di una vita autentica
con gli altri!

Scegliere di morire può voler dire avere il coraggio di non credersi soli, di rinunciare alla paura che fa presumere di stringere nelle mani la nostra vita e quella altrui... in una parola è esporsi al rischio terribile ma inevitabile di lasciarsi amare e condurre...

Gesù, il Cristo, l’ha fatto senza alcuna rete di sicurezza, lasciato completamente solo, anche da Dio.

ECCO L’UOMO!

Grazie a lui nessuno deve più farlo, perché non c’è più la tenebra che fa vacillare il passo in avanti o il gelo che spegne ogni coraggio, ma qualcuno che ci attende dall’altra parte del salto con la mano tesa.
La resurrezione di Gesù Cristo è la garanzia che la promessa di vita è stata mantenuta e mantenuta per tutti!

Eppure, tutte le rassicurazioni non attenuano la fatica della lotta, forse espressione della fiducia e della stima che Dio accorda alle persone con il dono della libertà.


Quando si affaccia al cuore
l’idea che dobbiamo morire per vivere,
in quell’ora, ti preghiamo,
non lasciarci soli fino in fondo...




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giovedì 5 aprile 2012

GIOVEDÌ SANTO 



Vangelo di Giovanni 13,1-15

"Gesù, sapendo che era venuta la sua ora
di passare da questo mondo al Padre,
avendo amato i suoi che erano nel mondo,
li amò sino alla fine" (v.1)
                                                                                                          

L'ora è giunta.
E l'ora è quella della morte, l'ora della fine.
Per qualsiasi essere umano, consapevole di vivere gli ultimi istanti della sua vita, è forse il tempo in cui fermarsi, in cui sospendere tutto e non fare più nulla. Non così per il Figlio di Dio.

Gesù trasforma “la fine” in “un fine”,
trasforma il fallimento in compimento.
E quando tutto lo inclinerebbe al silenzio e alla solitudine,
la forza dell'amore lo spinge a dare, a dare ancora.

SEMPRE COSÌ SI MANIFESTA LO “STILE” DI DIO:
NELLA FORMA LUMINOSA
DI UN DONO SENZA MISURA!




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