Giovani frati in cammino

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Frati in preghiera

Rapisca, ti prego, o Signore,l'ardente e dolce forza del tuo amore la mente mia da tutte le cose che sono sotto il cielo, perché io muoia per amore dell'amor tuo, come tu ti sei degnato morire per amore dell'amor mio.

Santa Maria Madre di Dio prega per noi

Ave, Signora, santa regina, santa Madre di Dio, Maria,che sei vergine fatta Chiesa.

Giovani frati itineranti

Una gita a Perugia

giovedì 20 febbraio 2014

VII Domenica del Tempo Ordinario, Mt 5,38-48



Gesù ci chiede di amare i nostri nemici. Ma chi è il nostro nemico? È colui che si pone contro di noi o contro il quale noi ci poniamo. È colui che ci fa del male… o così pare… Ma perché ci fa del male? Tante volte crediamo di saperlo, oppure neanche ci poniamo il problema del perché, ma ragioniamo a partire da noi stessi, dal torto subìto, dimenticandoci di chi ci sta davanti, di ciò che prova, di ciò che vive… di chi è. Il fratello, figlio di Dio come noi, porta sempre con sé una storia, lontana o recente, che lo spinge ad agire in un certo modo e a esprimere le emozioni che vive. La sua è una storia che non conosciamo e che non ci è dato di conoscere fino in fondo, storia che rimane luogo “sacro” della sua vita. Il prossimo, anche quando lo sentiamo nemico, resta in realtà sempre un mistero. A partire da questo e dall'incontro con lui dobbiamo imparare ad avere sempre misericordia di chi ci è donato, che allora non è più un nemico ma un fratello da amare. Gesù ci chiede oggi di amare tutti con lo stesso amore con il quale Egli ha amato ciascuno di noi e nel quale ci ha salvati, desiderando il bene e la salvezza di tutti, «buoni e cattivi». Portiamo questo amore nel mondo!

venerdì 14 febbraio 2014

VI Domenica del Tempo Ordinario, Mt 5,17-37



«Avete inteso che fu detto, ma io vi dico…». Gesù non annuncia una nuova morale più esigente e impegnativa. Queste sono tra le pagine più radicali ed anche più umane del Vangelo, perché qui ritroviamo la radice della vita buona. Il discorso della montagna vuole condurci a questa radice lungo una doppia direttrice: la linea del cuore e la linea della persona. Il grande principio di Gesù è il ritorno al cuore, che è il laboratorio in cui si forma ciò che poi uscirà fuori, trasformato in parola, gesto, atto. È necessario, dunque, guarire il cuore per guarire la vita.

venerdì 7 febbraio 2014

V Domenica del Tempo Ordinario, Mt 5,13-16



Il Signore Gesù oggi ci pone una domanda: «se il sale perdesse il sapore con cosa lo si renderà salato?». Nello svolgimento del racconto non c’è una risposta, non viene neppure formulata una ipotesi sul metodo di “ri-salinazione del sale”. E allora come fare? Come non pensare alle nostre vite piene di momenti insipidi o poco lucenti? Cristo fornisce una soluzione implicita nel racconto, proprio al primo versetto: «Voi siete la luce del mondo». È proprio Lui a ridirci chi siamo, è la relazione con Lui a ridarci sapore e luce, non una relazione intimistica ma una relazione concreta fatta di speranza visibile: «Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».

sabato 1 febbraio 2014

Presentazione del Signore Gesù al Tempio




Giuseppe e Maria portano Gesù al Tempio, come prescrive la legge. Ma qui c’è molto più che la legge. C’è una storia e c’è un disegno che in essa si compie e si rivela. Il progetto d’amore del Padre per noi. È nella vita di ogni giorno che si realizza la nostra vocazione, la nostra salvezza. È qui che serve aver fede, nello stare dove lui ci ha posto, dove, anche se costa fatica, quel disegno d’amore e di felicità si compie.