Giovani frati in cammino

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Frati in preghiera

Rapisca, ti prego, o Signore,l'ardente e dolce forza del tuo amore la mente mia da tutte le cose che sono sotto il cielo, perché io muoia per amore dell'amor tuo, come tu ti sei degnato morire per amore dell'amor mio.

Santa Maria Madre di Dio prega per noi

Ave, Signora, santa regina, santa Madre di Dio, Maria,che sei vergine fatta Chiesa.

Giovani frati itineranti

Una gita a Perugia

venerdì 20 ottobre 2017

...si continua su FACEBOOK!!!


Ciao a tutti. Il nostro blog va un po' a rilento, ma la nostra attività principale si è spostata su FACEBOOK dove puoi trovare le nostre riflessioni o condivisioni di quanto ci piace del mondo francescano attorno a noi.

Venite a vedere su: https://www.facebook.com/giovanifrati/ 

CIAO!

giovedì 19 ottobre 2017

Siamo anche su BIBBIA FRANCESCANA


Ciao. Da alcuni mesi abbiamo una rubrica fissa sul bel sito-blog BIBBIA FRANCESCANA.

Parliamo di noi, dei nostri sguardi ("Sguardi francescani - sguardi giovani - sguardi nuovi"), delle nostre esperienze ("Testimonianze"), e di ciò che lo Spirito suggerisce di volta in volta.

Ogni tanto vai a curiosare!

Pace e bene

mercoledì 18 ottobre 2017

Giovani frati 2017-2018


....eccoci qui, tutti in posa: il gruppo Giovani Frati 2017-2018!

martedì 17 ottobre 2017

giovani frati e VOCAZIONE FRANCESCANA


Ciao. Conosci il blog VOCAZIONE FRANCESCANA? Giovani Frati collaborano anche a quel progetto...

Vai a vedere: http://www.vocazionefrancescana.org/

domenica 29 novembre 2015

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lunedì 7 settembre 2015

Natività della Beata Vergine Maria - Mt 1,1-16.18-23



La nascita di Gesù Cristo segna l’entrata definitiva di Dio nella storia umana; questo avviene nella pienezza del tempo, quando si compiono “i giorni del parto”! Una gestazione lunga generazioni, condotta dallo Spirito Santo operante attraverso la vita degli antenati Gesù.
Un ruolo del tutto singolare è quello ricoperto da Maria: Dio riserva per sé l’esistenza di questa creatura e si compiace della sua umile e libera adesione al Suo progetto. L’azione di Dio nella storia interagisce con la vita dell’uomo e richiede una conversione dei proprio pensieri e progetti: è quello che succede a Giuseppe, uomo giusto, che si lascia condurre dalla mano del Signore, facendo spazio a qualcosa di più grande di lui, per il bene più grande di tutti: la salvezza dell’umanità.

Il Signore Dio compie davvero grandi cose nella vita degli uomini… quanto siamo disposti a dare spazio, a giocare la nostra libertà per questo? Solo in questo spazio, anche oggi, Dio prende carne e si fa presente nella nostra storia.

domenica 30 agosto 2015

XXII Domenica del Tempo Ordinario - Mc 7,1-8.14-15.21-23



Ancora una volta abbiamo bisogno della Parola dura ma liberante di Gesù per prendere contatto con una realtà che ci abita: noi stiamo più attenti alla forma che alla sostanza, perché pensiamo che sia la buccia esterna da salvaguardare, così che nulla di male possa entrare…
«Ipocriti!», sappiamo bene che questa buccia ci serve più per nascondere il male che c’è in noi che ad arginare quello che viene da fuori.
«Non cercare più la pace, ma datti lì dove sei; smetti di guardarti ma guarda i tuoi fratelli e sorelle che sono nel bisogno. […] Chiediti piuttosto come puoi oggi amare di più […]. Tutto si risolverà nell’amore! […] Smetti di vedere i difetti che [l’altro] ha; guarda piuttosto i tuoi difetti e sappi che sei perdonato, che a tua volta puoi perdonare gli altri ed entrare oggi in questa conversione dell’amore» (J. Vanier, La comunità).

Si tratta ancora e sempre dello stesso movimento di conversione: non guardare la punta del nostro naso, non cercare difesa ad oltranza, non chiuderci a riccio, ma essere estroflessi, lasciarci andare nel movimento dell’amore, attenti più alla sostanza del darsi che alla forma del proteggerci!

venerdì 14 agosto 2015

Assunzione della Beata Vergine Maria - Lc 1,39-56


Nella solennità dell’Assunzione della Beata Vergine, è bello contemplare Maria, alla fine della sua esistenza terrena, elevata nella gloria in corpo e anima vicina al Figlio suo. La tomba vuota di Maria è un richiamo preciso al sepolcro vuoto del Signore. Significa dunque celebrare la vittoria definitiva di Dio, che anticipa con Maria la sorte finale di tutti i credenti. Il progetto di Dio si realizza grazie alla disponibilità di una umile creatura, che sceglie di seguire la via del Signore senza rivendicare diritti e privilegi. L’invito per tutti noi è quello di ripetere con Lei il canto del “magnificat”, certi che Dio è dalla nostra parte nella lotta contro la violenza, l’orgoglio, la prepotenza. Anche la nostra vita è un cammino; chiediamo il dono della vera fede, capace di illuminare la meta finale, il Cielo.

domenica 9 agosto 2015

XIX Domenica del Tempo Ordinario - Gv 6,41-51



Davanti al dubbio e all'incredulità degli ascoltatori Gesù risponde a partire da un bisogno elementare dell'uomo: la fame. Egli parla di un nutrimento che sazia per l'eternità ed entra in dialogo con noi a partire da quello che siamo, dalla realtà umana. Un pane che sazia sì! Che dà vita, l'esistenza tutta intera.

è il Padre che ci attira a sé e noi non possiamo incontrare il Padre se non per quel volto che lui stesso ci ha mostrato, quello del suo Figlio amatissimo. Questo è vero nutrimento, è entrare in questa circolarità che ci porta a credere, ad avere fiducia, a stringere un patto con Dio. Ecco che la vita inizia così a fiorire e a portare frutto. Gesù è il pane, colui che offrendo tutto sé stesso ci dona una vita nuova.

domenica 26 luglio 2015

XVII Domenica del Tempo Ordinario - Gv 6,1-15



Nel brano della moltiplicazione dei pani e dei pesci l’evangelista mette in evidenza come Gesù si fermi, anche solo per un attimo, per rendere grazie.
Solo cinque pani e due pesci. Tanto poco. I discepoli avrebbero mandato tutti casa. Perché, agli occhi umani, il poco, la povertà, spaventa.

Eppure Gesù non solo lo fa bastare, ma, per quel poco, rende grazie e riconosce l’amore che Dio padre ha avuto per lui.

domenica 12 luglio 2015

XV Domenica del Tempo Ordinario - MC 6,7-13


Che bello questo Vangelo sull'invio dei Dodici! Avere la possibilità di mettersi al servizio di Gesù, pronti a partire attenti al Suo richiamo e alle sue indicazioni... Se è Lui che invia si acquisisce un potere straordinario, seppur in contenitori fragili quali sono i nostri corpi.
«Ero mandriano e coltivavo piante di sicomòro», dice Amos; il Signore irresistibilmente “lo prese” e lo inviò a profetizzare agli Israeliti. Egli ascoltò che cosa gli disse Dio, e si fece suo annunciatore di pace: giustizia e pace si baceranno laddove amore e verità s'incontreranno.
Dio, nella ricchezza della sua grazia, fa conoscere il mistero della sua volontà, dona il Suo Santo Spirito e aiuta a vivere una vita rinnovata, conforme all'esempio del Figlio Suo, il nostro Signore Gesù Cristo. Allora, davanti ai chiamàti, i demòni se la daranno a gambe levate e gli spiriti, da impuri, torneranno ed esser purificati... e molti infermi guariranno.

A questo punto, chi non vorrebbe esser chiamato e inviato da Gesù?!?

sabato 20 giugno 2015

XII Domenica del Tempo Ordinario - Mc 4,35-41



Gesù così com’è

È sera, il tramonto della giornata, luogo carico della memoria del vissuto: le gioie, le speranze, le buone parole… ma anche i tumulti e le incomprensioni, le tempeste che sconvolgono questo tratto di vita… E il Signore? Talvolta non sembra coinvolto, non sembra che sia preoccupi di questo, come se fosse secondario… Eppure, sulla barca della vita, c’è il Signore, lui è presente. Allo stesso tempo è voluto salire e l’ho fatto salire, dandogli lo spazio della mia libertà, della mia fiducia… Ma il problema è questo: quale Signore è salito sulla mia barca? Quello che mi rassicura e rasserena, che mette a tacere le mie ansie e i miei dubbi, che mi fa vivere una vita tranquilla, che soddisfa i miei bisogni… o il Signore Gesù, così com’è? In fondo è questo che Gesù chiede: una relazione di fiducia con me, in cui io non so già in anticipo, ma apro lo spazio della mia libertà per lasciarmi sorprendere dalla sua novità! Gesù così com’è, non come piacerebbe a me.

domenica 14 giugno 2015

XI Domenica del Tempo Ordinario - Mc 4,26-34


C’è una forza che cresce. E nemmeno ce ne accorgiamo. Se solo potessimo avere un udito più fine potremmo ascoltare il rumore della vita che cresce: ecco perché è così importante l’ascolto. L’antico testamento ci chiede di ascoltare ‘Shema, Israel", la Buona Novella ci chiede ugualmente di ascoltare con attenzione  la parola di Gesù. Ma immancabilmente  ricadiamo nella tentazione dello sguardo, dove tutto ci sembra desiderabile e buono da mangiare (cfr. Gen 2). Fortunatamente però, di questo dono non ci possiamo appropriare. È il dono stesso della creazione, di cui noi stessi facciamo parte. Di questo regno seminato anche noi siamo germogli, nelle mani del creatore. E l’invito è dunque questo: semplicemente guardare con meraviglia, con quello stesso sguardo con cui il Signore ci guarda (nel testo ebraico della bibbia è usato spesso il verbo rhd, che ha proprio il significato di guardare ed essere guardati), perché nel crearci ci ha donato di essere a immagine Sua, capaci in modo concreto di parlare con Lui. Ascoltare la Sua parola e rispondergli con le Sue stesse parole divenute creato.

Buona festa di Sant'Antonio




"Preghiamo dunque, e con le lacrime imploriamo il Signore 
di non nasconderci il suo volto e di non uscire dal tempio del nostro cuore.
 Nel suo giudizio non ci accusi e non ci convinca di peccato, 
ma infonda in noi la grazia di ascol­tare
 con la massima devozione la sua parola. 
Ci dia la pazienza per sopportare le ingiurie, 
ci liberi dalla morte eterna; ci glorifichi nel suo regno, 
affinché meritiamo di vedere il giorno della sua eternità con 
Abramo, Isacco e Giacobbe.
Ci conceda tutto questo colui al quale è onore, potestà, 
splendore e dominio nei secoli eterni. 
E tutta la chiesa risponda: Amen!"

(dai Sermoni di Sant'Antonio)


sabato 13 giugno 2015

Sant'Antonio – Mc 16,15-20



La più bella notizia, il Vangelo, ci raggiunge anche oggi stanandoci dal nostro quotidiano vivacchiare. Come i discepoli siamo divisi fra lo stupore per questo Gesù che continua a bussare alla nostra porta e le resistenze che dentro di noi insistono sul dubbio (“in fondo il Signore è lui, che devo o posso fare io?”).

«E disse loro: “Andate!”».

Ma a Gesù risorto non interessa il nostro essere incostanti, il nostro essere inaffidabili, deboli e arrendevoli, anzitutto svogliati. Non ci rimprovera nemmeno (sa bene di che pasta siamo fatti…) ma ci manda! Noi che per primi non scommetteremmo tanto su noi stessi, riceviamo invece la piena, gratuita, incondizionata fiducia da Lui.

“Allora essi partirono […], mentre il Signore agiva insieme con loro”.

Non possiamo che seguirti Signore, non possiamo che lasciare che Tu ti fidi di noi. E tutto ciò che possiamo e dobbiamo chiedere, come ci dice s. Antonio, altro non è che avere Tu stesso con noi!

“Noi figli dobbiamo chiedere qualcosa al Padre nostro buono.
Ma tutto ciò che esiste è nulla, fuorché amare Dio!
Chiediamo quindi di amare Dio!
Se chiediamo amore, ebbene,
lo stesso Padre, che è Amore, ci darà ciò ch’egli è: l’amore!”

[dai Sermoni di s. Antonio]





sabato 6 giugno 2015

Solennità del Corpus Domini - Mc 14,12-16.22-36


“Vi mostrerà al piano superiore una grande sala con i tappeti”, è una coincidenza, se così si può dire, o forse il frutto della sapienza del cuore, quella che ha portato nel corso dei secoli la processione del “Corpus Domini”, con le più diverse modalità che ha assunto nei diversi contesti culturali, ricordiamo uno fra tutti, le famose “infiorate”, a diventare uno dei momenti più significativi di questa solennità. Esattamente l’usanza della processione, risale al 1350, anche se la festa ha origine già nel 1246, una sapienza del cuore, quindi che da più di 600 anni reinterpreta quella stanza superiore con la freschezza e la passione del vivere concreto e quotidiano. Potremmo dire che in occasione del corpus domini assistiamo ad una “stanza superiore” diffusa, una stanza che si apre alle nostre vie alla nostre case ai nostri luoghi di incontro di lavoro e di studio. Vicoli e piazze tapezzate di drappi e fiori, per trasmettere un messaggio semplice, vogliamo che quella stanza superiore dove tu Signore ti sei fatto pane spezzato per noi, sia la nostra vita, tutta la nostra vita nella sua concretezza quotidiana.

sabato 30 maggio 2015

Solennità della Santissima Trinità - Mt 28,16-20


 Sta per terminare in questi giorni il mese di maggio, dedicato a Maria, e per un meraviglioso intreccio liturgico, la domenica della Santissima Trinità coincide con la Visitazione di Maria, prendendone solennemente il posto. La Trinità, come un manto di presente ed eterno amore, ieri come oggi, sta sulla figura di Maria, Vergine e Madre. Il padre gesuita Louis Lallemant (1578 – 1635) esordì con una bella e forte affermazione che ci piace citare, sia come conclusione del mese mariano, ma anche per meditare su questa solennità:
“Unica è la Madonna nella qualità di Figlia del Padre perché veramente singolare è la sua adozione, e perché Essa solo tra tutti i figli di Dio fu allo stesso tempo concepita e adottata. È l’unica anche nella qualità di Sposa dello Spirito Santo, perché Essa sola, a nome di tutta la natura umana, ha contratto con Lui una unione santa per diventare Madre dell’Uomo-Dio senza cessare di essere Vergine. Quanto siamo lontani da questa fedeltà noi, che continuamente resistiamo allo Spirito di Dio,” 
Possa la Vergine Maria educarci all'azione dello Spirito, possa aiutarci a conquistare sempre più numerose anime all'amore Trinitario.


sabato 23 maggio 2015

Solennità di Pentecoste - Gv 15,26-27; 16,12-15

Si sono compiuti i 50 giorni di festa e di gioia; la celebrazione della Pasqua del Signore raggiunge in questa domenica il suo culmine col ricordo della venuta dello Spirito Santo. In questa festa ricordiamo, ringraziamo e gioiamo per il dono dello Spirito. Il tema del brano di Giovanni, però, sembra contraddire la gioia della Pentecoste. Il contesto, infatti, è quello dell'odio e delle persecuzioni del mondo contro i cristiani: serve a Gesù per parlarci dello Spirito Paráclito. Nell’ora della prova dolorosa, in cui si scatenerà l'odio dei nemici, il discepolo non sarà abbandonato a se stesso: il Signore ci assicura che lo spirito del Padre lotterà con noi, in noi parlerà lo Spirito Santo, rendendoci testimoni forti e coraggiosi del Signore Gesù. Con la Pentecoste finisce il tempo di Pasqua. Si comincia una nuova tappa del nostro cammino. In questo cammino, però, non siamo soli: la grazia di Dio abita nei nostri cuori e aspetta il nostro consenso per fiorire nella nostra vita.

sabato 16 maggio 2015

Ascensione del Signore - Marco 16,15-20








Poco dopo il rimprovero ai discepoli per la loro mancanza di fede, Gesù, contro ogni logica umana, affida proprio a questi uomini che l’hanno abbandonato il compito di annunciare il Vangelo. Possiamo fare tesoro di questo grande atto di fiducia da parte del Signore, cogliendovi anche un invito a non scoraggiarci quando sentiamo nascere l’incredulità nell'animo. Come fu vero per i discepoli, infatti, così anche per noi, se ritorneremo a Lui, avverrà lo stesso prodigio: attraverso la  nostra precarietà e debolezza, la potenza del Vangelo potrà manifestarsi e agire nel cuore dei destinatari dell’annuncio. 

sabato 9 maggio 2015

VI Domenica di Pasqua - Gv 15,9-17


Il Signore ci invita a rimanere nel suo amore, ma cosa significa rimanere in Lui?

Siamo nel contesto dell’ultima cena. A poche ore dalla sua passione. Eppure il Signore non chiude il suo cuore, anzi lo dilata, condividendo con noi il senso più profondo della sua esistenza. La profonda relazione col Padre che lo porta ad amarci e a offrire la sua vita per noi.

Gesù ci dona di partecipare a questo progetto affidandosi a ognuno di noi come ad un amico. Ci dice: “non vi chiamo più servi, ma amici” e ci confida i segreti più intimi e preziosi, il suo tesoro! Solo rimanendo in questa amicizia come discepoli possiamo portare un frutto pieno e duraturo. Dimorare in questo suo comando ci dà la possibilità di sperimentare la sua gioia; una gioia piena. È la gioia che Lui stesso ha sperimentato in tutta la sua vicenda terrena, nel nascondimento di Nazareth, nella missione di annunciare il Regno, nell’accogliere e guarire ogni persona che incontrava, nel condividere il pasto con i peccatori, nel dialogo profondo con il Padre, nella sua donazione totale sulla croce, nella sua Risurrezione. Non una gioia superficiale quindi, ma un tesoro di grazia e di umanità straordinario.

Perché non entrare anche noi in questo fiume di gioia?