Giovani frati in cammino

...vieni a seguirci su Facebook!

Frati in preghiera

Rapisca, ti prego, o Signore,l'ardente e dolce forza del tuo amore la mente mia da tutte le cose che sono sotto il cielo, perché io muoia per amore dell'amor tuo, come tu ti sei degnato morire per amore dell'amor mio.

Santa Maria Madre di Dio prega per noi

Ave, Signora, santa regina, santa Madre di Dio, Maria,che sei vergine fatta Chiesa.

Giovani frati itineranti

Una gita a Perugia

martedì 9 ottobre 2012

Armonie dello Spirito



Ascolta qui  "O senhor é meu pastor" (Sal 23)
cantato da Susana Perdigão

«Comprese ogni cosa il beato Francesco e disse loro: “Stretta è la via, fratelli, e angusta la porta che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano. Attingete forza nel Signore, e nel vigore della sua potenza, perché ogni cosa difficile per noi diventerà facile. Deponete il bagaglio della volontà propria e gettate via il peso dei peccati e cingetevi come uomini forti. Dimentichi del passato, siate protesi con tutte le forze verso il futuro. Io vi dico che ogni luogo che il vostro piede calcherà, sarà vostro. Lo Spirito precederà la vostra faccia, Cristo Signore, che vi trascinerà alla cima del monte con vincoli d'amore. Cosa mirabile, o fratelli, è ottenere in sorte la Povertà, ma a noi sarà facile godere dei suoi amplessi, perché la signora delle nazioni è divenuta come una vedova, la regina delle virtù è svilita e disprezzata da tutti. Non si troverà sulla terra nessuno che osi alzare la voce, nessuno che si opponga a noi, nessuno che a buon diritto possa impedire questa alleanza di salvezza. Tutti i suoi amici l'hanno disprezzata e le sono diventati nemici". A queste parole tutti insieme si incamminarono dietro il beato Francesco».


da Sacrum Commercium sec. XIII, autore ignoto


clicca qui per tornare alla PAGINA INIZIALE



venerdì 5 ottobre 2012


Ventisettesima domenica
del Tempo Ordinario
Mc 10,2-16



Il saluto di Gioacchino e Anna - Giotto

I farisei, non sono persone malvagie. Forse solo stanche. Quando si rivolgono a Gesù, chiedono se la legge, che Mosè aveva dato loro in nome di Dio, fosse sufficiente o meno ad essere buoni ebrei. Forse pensavano bastasse essere “a posto”, amare, ma in un modo che non li scomodasse troppo.

Questo vangelo può essere letto come il richiamo ad una relazione che ecceda la misura del dovuto e del giusto, che corrisponde alla vera vocazione dell'uomo: amare qualcuno. Le parole di Gesù mostrano la fiducia nella capacità dell'uomo di una donazione che è totale, per sempre.
Davvero si può confrontare questo amore, che è ad un tempo una promessa e una richiesta, con le possibilità di ogni persona che quotidianamente affronta la stanchezza, la fatica, l'insoddisfazione?
In altre parole, si può amare cosi?

Amare è una scelta e un dono. 

Parlando ai farisei, Gesù ricorda che la scelta, in questo caso del matrimonio, affonda le sue radici in un dono che Dio ha fatto all'uomo di un aiuto che gli corrispondesse. Dio dona all'uomo una moglie che amasse e dalla quale fosse amato. Come è possibile rispondere a questo dono in una misura senza misura?

L'unica possibilità è che amare non sia la conquista vittoriosa di un momento quanto piuttosto iniziare un percorso, che chiede tempo, mai del tutto terminato, che ha la forma di una circolarità aperta: più mi sento amato, più desidero donarmi a qualcuno. L'amore spinge ad amare. 

E questo movimento, che è vita, deve essere qualcosa di veramente bello, del quale non si possa più fare a meno. Risuonano chiare le parole di Charles de Foucauld:

Ed è per me un'esigenza d'amore il donarmi,il rimettermi nelle tue mani senza misura, con una confidenza infinita, poiché tu sei il Padre mio.

Signore, dona vita a quelli che non l'hanno. Dona agli altri coraggio e forza per continuare a camminare.

                 clicca qui per tornare alla PAGINA INIZIALE



mercoledì 3 ottobre 2012


San Francesco d' Assisi


Rendiamo lode all'Altissimo per il dono di santo Francesco, vero cantore delle magnificenze di Dio. Dal suo preziosissimo scrigno attingiamo una perla.
Preghiamo con un cuore solo seguendo le parole stesse del poverello di Assisi, frate umile, buono, paziente nello spirito della "perfetta letizia":

Altissimu, onnipotente bon Signore,
Tue so' le laude, la gloria e l'honore et onne benedictione.
Ad Te solo, Altissimo, se konfano,
et nullu homo ène dignu te mentovare.
Laudato sie, mi' Signore cum tucte le Tue creature,
spetialmente messor lo frate Sole,
lo qual è iorno, et allumini noi per lui.
Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore:
de Te, Altissimo, porta significatione.
Laudato si', mi Siignore, per sora Luna e le stelle:
il celu l'ài formate clarite et pretiose et belle.
Laudato si', mi' Signore, per frate Vento
et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
per lo quale, a le Tue creature dài sustentamento.
Laudato si', mi Signore, per sor'Acqua.
la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.
Laudato si', mi Signore, per frate Focu,
per lo quale ennallumini la nocte:
ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte.
Laudato si', mi Signore, per sora nostra matre Terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti fior et herba.
Laudato si', mi Signore,
per quelli che perdonano per lo Tuo amore
et sostengono infirmitate et tribulatione.
Beati quelli ke 'l sosterranno in pace,
ka da Te, Altissimo, sirano incoronati.
Laudato s' mi Signore, per sora nostra Morte corporale,
da la quale nullu homo vivente pò skappare:
guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali;
beati quelli ke trovarà ne le Tue sanctissime voluntati,
ka la morte secunda no 'l farrà male.
Laudate et benedicete mi Signore et rengratiate
e serviateli cum grande humilitatate.

FF. 263




lunedì 1 ottobre 2012

Ventiseiesima domenica
del Tempo Ordinario
Mc 9,38-43.45.47-48


«Non c'è nessuno
che faccia un miracolo nel mio nome
e subito dopo possa parlare male di me» 
(v.39b)

Il Vangelo di oggi è l'immagine perfetta della Chiesa che risponde al suo Signore: ascolto, comunione e miracolo.

Il primo "miracolo" è l'ascolto... che coinvolge tutti i cinque sensi, perchè è necessario anche... vedere, "gustare", fiutare, toccare il nostro Signore Gesù!
Innumerevoli sono i modi, molteplici le possibilità. La Chiesa, fraternità riunita intorno a Gesù, offre opportunità di ascolto della Parola, e non solo all'interno della celebrazione liturgica; anche a livello personale la meditazione della Parola permette di incontrare Cristo nella nostra vita.
Le fragranti parole del Signore, come amava ripetere san Francesco d'Assisi, possono farci cogliere l'eccellente gusto di Dio, così come avviene nell'Eucaristia, vertice del dono d'amore di Cristo.

Rispondere al Signore significa allora dare un taglio a ciò che scandalizza... cioè il peccato. L'uomo è afflitto dal peccato, ma non sconfitto!  Nel battesimo siamo infatti creature nuove in Cristo.
La vittoria di Cristo sul peccato sia davvero la nostra gioia e la nostra forza... sia il nostro riposo nella misericordia di Dio.

Tutti siamo in cammino, chiamati ad unirci a Gesù come tralci alla vite, per attingere alla vita buona.
Fuggiamo il vano parlare, arma molto spesso vincente in mano agli "specialisti del sacro" e il giudizio sui peccati altrui e seguiamo davvero e definitivamente Cristo!

La gratitudine sia la nostra primaria forma di preghiera. Camminiamo nella certezza che il Signore ci ama e che siamo fragili creature chiamate dal Padre alla relazione con Dio stesso!



clicca qui per tornare alla PAGINA INIZIALE