sabato 5 ottobre 2013

XXVII Domenica del Tempo Ordinario, Lc 17,5-10




I discepoli, nel Vangelo di questa domenica, chiedono al Signore: “Aumenta la nostra fede”.
Ma in che cosa consiste concretamente questa virtù?
Per rispondere a questa domanda ci faremo aiutare da quello che un giorno disse il grande papa Giovanni Paolo I, Albino Luciani.
«Ecco che cosa è la fede: arrendersi a Dio, ma trasformando la propria vita. Cosa non sempre facile. Agostino ha raccontato il viaggio della sua fede; specialmente nelle ultime settimane è stato terribile; leggendo si sente la sua anima quasi rabbrividire e torcersi in conflitti interiori. Di qua, Dio che lo chiama e insiste, e di là, le antiche abitudini,  "vecchie amiche - scrive lui -; e mi tiravano dolcemente per il mio vestito di carne e mi dicevano: Agostino, come?!, tu ci abbandoni? Guarda, che tu non potrai più far questo, non potrai più far quell'altro e per sempre!". Difficile! “Mi trovavo - dice - nello stato di uno che è a letto, al mattino. Gli dicono: Fuori, Agostino, alzati!. Io invece, dicevo: Sì, ma più tardi, ancora un pochino!. Finalmente il Signore mi ha dato uno strattone, sono andato fuori.” Ecco, non bisogna dire: Sì, ma; sì, ma più tardi. Bisogna dire: Signore, sì! Subito! Questa è la fede. Rispondere con generosità al Signore. Ma chi è che dice questo sì? Chi è umile e si fida di Dio completamente!». 
Facciamo dunque il possibile per crescere nell'amicizia di questa bella virtù, chiediamola al Signore Gesù e avremo come una fonte di forza dentro di noi che ci porterà dall'oscurità alla luce.





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