Gesù ci chiede di amare i nostri nemici. Ma chi
è il nostro nemico? È colui che si pone contro di noi o contro il quale noi ci
poniamo. È colui che ci fa del male… o così pare… Ma perché ci fa del male?
Tante volte crediamo di saperlo, oppure neanche ci poniamo il problema del perché,
ma ragioniamo a partire da noi stessi, dal torto subìto, dimenticandoci di chi
ci sta davanti, di ciò che prova, di ciò che vive… di chi è. Il fratello,
figlio di Dio come noi, porta sempre con sé una storia, lontana o recente, che
lo spinge ad agire in un certo modo e a esprimere le emozioni che vive. La sua
è una storia che non conosciamo e che non ci è dato di conoscere fino in fondo,
storia che rimane luogo “sacro” della sua vita. Il prossimo, anche quando lo
sentiamo nemico, resta in realtà sempre un mistero. A partire da questo e dall'incontro con lui dobbiamo imparare ad avere sempre misericordia di chi ci
è donato, che allora non è più un nemico ma un fratello da amare. Gesù ci
chiede oggi di amare tutti con lo stesso amore con il quale Egli ha amato
ciascuno di noi e nel quale ci ha salvati, desiderando il bene e la salvezza di
tutti, «buoni e cattivi». Portiamo questo amore nel mondo!
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