mercoledì 13 marzo 2013

Salmo 2

Di fronte ai potenti della terra e alle genti che si ribellano a Dio e al suo Messia, il salmista non si scompone, ma pieno di fede e di speranza coglie la stoltezza e l’assurdità di una tale lotta contro Dio.
Le genti pensano Dio come un carceriere che toglie loro la libertà e combattono il Signore e il suo consacrato, cioè la vera libertà; quella offerta dal Padre agli uomini: “Spezziamo le loro catene, gettiamo via da noi il loro giogo!”. Ma Dio non è impressionato dai loro tumulti e dalla loro ribellione. Il Messia non potrà essere da loro vinto . Egli, da tutta l’eternità, è stato costituito sul monte Sion sovrano sulle genti: a lui devono sottomettersi tutti i re della terra. Il salmista, con cuore aperto esorta i sovrani e i giudici della terra, ad essere saggi e ad accogliere l’istruzione della parola di Dio. Li esorta a servire il Signore con timore, rifiutando la tentazione di usare del loro potere terreno contro Dio. “Rallegratevi con tremore”, richiama il salmista; cioè esultate non con un’esultanza stolta che rifiuta, in realtà, l’obbedienza per una ritualità vuota. Conclude il salmista con gioia: “Beato chi in lui si rifugia”; chi fa di lui la sua forza, la sua difesa, contro il male.   


Ascolta il Salmo cantato dai frati:

Salmo 2 - Il dramma messianico


Perché le genti sono in tumulto
  e i popoli cospirano invano?

Insorgono i re della terra
  e i principi congiurano insieme
  contro il Signore e il suo consacrato:

«Spezziamo le loro catene,
  gettiamo via da noi il loro giogo!».

Ride colui che sta nei cieli,
  il Signore si fa beffe di loro.

Egli parla nella sua ira,
  li spaventa con la sua collera:

«Io stesso ho stabilito il mio sovrano
  sul Sion, mia santa montagna».

Voglio annunciare il decreto del Signore.
  Egli mi ha detto: «Tu sei mio figlio,
  io oggi ti ho generato.

Chiedimi e ti darò in eredità le genti
  e in tuo dominio le terre più lontane.

Le spezzerai con scettro di ferro,
  come vaso di argilla le frantumerai».

E ora siate saggi, o sovrani;
  lasciatevi correggere, o giudici della terra;

servite il Signore con timore
  e rallegratevi con tremore.

Imparate la disciplina,
  perché non si adiri e voi perdiate la via:
  in un attimo divampa la sua ira.
          Beato chi in lui si rifugia.

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