giovedì 8 maggio 2014

IV Domenica di Pasqua, Gv 10,1-10



Il Buon Pastore chiama le sue pecore, ciascuna per nome. Non l’anonimato del gregge nella sua bocca, ma il nome proprio di ciascuno di noi, pronunciato come nessun altro sa fare. Il nostro non è un Signore dei recinti chiusi ma degli spazi aperti, pastore che dona libertà e fiducia. Egli è una guida sicura, che ci sta dinanzi e non alle spalle. Cristo è porta spalancata alla vita; più forte della morte, più forte di tutte le prigioni. Non semplicemente vita necessaria, ma quella vita traboccante, che rompe gli argini e sconfina.

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