sabato 2 maggio 2015

V Domenica di Pasqua - GV 15,1-8



Gesù continua la sua auto-presentazione usando un linguaggio metaforico. Domenica scorsa ci diceva, “Io sono il buon pastore” e nel Vangelo di questa domenica ci dice, “Io sono la vite vera”. C'è qualcosa da notare? Sì! Un messaggio di relazione. Il cammino di un cristiano è sempre in “relazione con”. La relazione tra il pastore e la pecora, la relazione tra la vite e il tralcio. Il nostro Dio è relazione, cioè il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, la relazione per eccellente.

Come per ogni albero, la misura dei frutti portati da un tralcio, è proporzionato a quanto viene nutrito. Gesù è la fonte della nostra vita (Gesù ci nutre nella eucaristia e con le sue parole quotidiane); e possiamo dare senso alla nostra vita solo che abbia fondato su Gesù. Questa relazione può fruttificare se collaboriamo con la vite (Gesù). Se la gioia del pastore è di vedere che le sue pecorelle conoscono Lui, così è la gioia del Padre che noi portiamo molto frutto, cioè diventiamo testimoni del Vangelo (Gesù) nel mondo.

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